Capitolo 2 – Shock

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Definizione

In medicina, il termine shock si riferisce a una condizione potenzialmente letale che colpisce l'intero organismo e comporta un declino grave e prolungato nella consegna di sangue ai tessuti. La riduzione del flusso sanguigno ai tessuti priva le cellule dei nutrienti trasportati nel sangue, più criticamente l'ossigeno e, se continua abbastanza a lungo, le cellule cessano di funzionare normalmente e alla fine muoiono.


Principali categorie di shock

Le tre cause principali di shock sono:

  1. Shock ipovolemico – una caduta del volume ematico a un livello criticamente basso (ipovolemico): lo shock ipovolemico può essere causato da emorragia (per qualsiasi motivo) o da disidratazione: l'emorragia è probabilmente la causa più comune a bordo nave;
  2. Shock cardiogeno – un'insufficiente pompa del sangue da parte del cuore: può verificarsi con qualsiasi malattia grave del cuore ma l'infarto miocardico è di gran lunga la causa più comune;
  3. Shock distributivo – un fallimento dei piccoli vasi sanguigni nel fornire un adeguato controllo della distribuzione del sangue ai tessuti, comunemente dovuto a:
    • infezione grave (shock settico);
    • malattia infiammatoria grave, come pancreatite (vedi Capitolo 16);
    • anafilassi, che è una forma di shock distributivo a insorgenza molto rapida e causa solitamente ovvia (vedi Capitoli 31 e 33).

Nota terminologica

In terminologia medica, shock non indica:

Una pressione arteriosa bassa non significa necessariamente che il paziente è in shock: bambini e donne giovani, specialmente in gravidanza, spesso hanno una pressione sistolica di 90 mmHg sebbene perfettamente sane. Lo shock cardiogeno e lo shock distributivo grave sono spesso fatali, anche con moderne cure ospedaliere. Lo shock ipovolemico, al contrario, può essere invertito se trattato precocemente e vigorosamente.


Shock compensato e decompensato

L'organismo può temporaneamente mantenere la perfusione dei distretti vitali pur in presenza di perdite ematiche o infezioni severe: è la fase di shock compensato. Quando i meccanismi di compenso non bastano più, lo shock decompensato si installa rapidamente con collasso circolatorio.


Segni e sintomi

Shock compensato

Shock conclamato (decompensato)

Shock distributivo settico


Domande chiave

  1. Vi è perdita di sangue? Se sì, sospetta shock ipovolemico: l'emorragia può essere esterna o interna (ematemesi, melena); eseguire sempre esplorazione rettale (Cap. 16).
  2. Segni di cardiopatia? Sospetta shock cardiogeno (dolore toracico prolungato, età > 50 anni); controllare ritmo cardiaco.
  3. Segni d'infezione? Sospetta shock settico: di solito dopo 24–48 h di malattia febbrile (meningococcico in poche ore, Cap. 23); verificare vie urinarie, intestino, colecisti, polmoni.

Condotta terapeutica

Shock ipovolemico

  • Arrestare l'emorragia con compressione.
  • Cosciente → supino con gambe sollevate 25–35 cm.
  • Incosciente → posizione laterale di sicurezza (Cap. 1).
  • Ossigeno 6 L/min (con maschera a non re‑inalazione).
  • Accesso EV (Cap. 26).
  • Infondere 2 L NaCl 0,9 % in 20–30 min; se lento → seconda cannula.
  • Morfina 2,5–5 mg EV iniziali, poi 2,5 mg ogni 10 min dopo i primi 2 L.
  • Contattare l'assistenza medica per evacuazione; dopo PA ≥ 90 mmHg → 1 L ogni 6 h.

Shock cardiogeno

  • Posizione semiseduta.
  • Ossigeno a massima portata.
  • Furosemide 40 mg EV/IM.
  • Morfina 10 mg EV/IM.
  • Aspirina 150 mg per os.
  • Assistenza urgente: prognosi entro 30–60 min.
  • Nessuna somministrazione aggressiva di liquidi EV.

Shock distributivo

  • Trattare patologia di base (infezione, pancreatite, ecc.).
  • Accesso EV.
  • Infondere rapidamente 2 L NaCl 0,9 %, poi 1 L ogni 4–6 h (PA ≥ 90 mmHg).
  • Ceftriaxone 2 g EV, poi 1 g ogni 12 h (dal giorno seguente); sospendere altri antibiotici.
  • Evacuazione medica immediata.
  • In presenza di rash o febbre: stesso schema + ossigeno 6 L/min.

Cosa non fare

  • Non ritardare il trattamento.
  • Non sottodosare per incertezza diagnostica.
  • Non somministrare sedativi o alcol.
  • Non dare nulla per bocca se coscienza ridotta o chirurgia prevista < 6 h.

Tabella dei riferimenti interni

RiferimentoContenuto collegato
Capitolo 1Primo soccorso: posizione di recupero
Capitolo 16Malattie gastrointestinali ed epatiche – gestione delle emorragie
Capitolo 23Malattie infettive – shock meningococcico
Capitolo 26Assistenza infermieristica e procedure mediche – posizionamento cannula EV
Capitolo 31Anatomia e fisiologia
Capitolo 33Deposito farmaceutico della nave

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