Bambini
Applicare gli stessi principi degli adulti. Il dolore pediatrico è spesso sottovalutato. Somministrare morfina se indicata per la stessa condizione in un adulto. Dosi calcolate sul peso (vedi Tab. 3.2). Non usare Aspirina® sotto i 18 anni.
Il dolore è il risultato del modo in cui il cervello – e, di conseguenza, la mente o la coscienza – interpreta le informazioni su una sensazione proveniente dal corpo. Gli stimoli viaggiano attraverso le vie nervose del dolore fino al sistema nervoso centrale. La sensibilità e la percezione possono essere modificate da fattori psicologici e biologici: stress, ansia, infiammazione o stimolazione prolungata che può generare dolore da accumulo (wind‑up pain), ovvero dolore che amplifica sé stesso.
Si distinguono due categorie principali:
Il dolore nocicettivo si suddivide in tre sottotipi: superficiale, profondo e viscerale.
| Tipo di dolore | Origine | Descrizione | Localizzazione | Effetto del movimento | Dolorabilità | Sintomi associati |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Nocicettivo superficiale | Cute, mucose (bocca, ano, uretra) | Acuto, urente, pungente | Ben definita, non si irradia | Nessun effetto | Marcata | Assenti |
| Nocicettivo profondo | Ossa, articolazioni, muscoli, legamenti, sierose (pleura, peritoneo) | Sordo, pulsante | Definita ma irradiabile | Aggravato dal movimento | Marcata | Talora nausea |
| Nocicettivo viscerale | Organi pieni o cavi | Crampiforme, diffuso | Poco definita, spesso irradiata | Può alleviarsi con posture | Assente o minima | Nausea, sudorazione |
| Neuropatico | Vie del dolore | Bruciante, trafittivo, tipo «spilli» | Limitata, non sempre irradiata | Indifferente | Assente | Iperalgesia a stimoli normali |
Le differenze culturali e individuali non devono influire sulla valutazione: si considera sempre il dolore riferito dal paziente. Quando esistono più sedi dolorose, registrarle su un diagramma corporeo. Specificare se la valutazione si riferisce al dolore attuale, massimo o medio. Rilevare anche se il dolore è sopportabile o angosciante. Il dolore neuropatico è spesso difficile da descrivere. Nei bambini o nei pazienti di lingua straniera utilizzare la scala FACES (Fig. 3.1).
Elaborare un piano personalizzato di trattamento che comprenda terapie farmacologiche e non:
Somministrare analgesici «a orario» evitando che il dolore si riacutizzi prima della dose successiva.
Gli analgesici disponibili a bordo, in ordine di potenza crescente, sono: Aspirina®, Paracetamolo, Ibuprofene, Tramadolo, Morfina.
La scelta dipende da:
Analgesia efficace: riduzione minima di due livelli nella scala del dolore riferita.
Applicare gli stessi principi degli adulti. Il dolore pediatrico è spesso sottovalutato. Somministrare morfina se indicata per la stessa condizione in un adulto. Dosi calcolate sul peso (vedi Tab. 3.2). Non usare Aspirina® sotto i 18 anni.
La morfina può essere somministrata; tuttavia, se vicino al parto, esiste rischio di depressione respiratoria neonatale. Trattamento del neonato: naloxone 0,01 mg/kg S.C. (preparazione: 0,4 mg = 1 ml → aggiungere 3 ml acqua; 1 ml = 0,1 mg; dose ≈ 0,3 ml).
Tramadolo: controindicato in gravidanza. Ibuprofene: ammesso solo per uso breve od occasionale, anche durante l’allattamento.
Questi pazienti possono necessitare di dosi molto alte per tolleranza. Non iniziare con alte dosi: usare la titolazione endovenosa (5 mg EV + incrementi da 5 mg ogni 10 min). Dopo aver raggiunto il controllo del dolore, la stessa dose totale può essere somministrata ogni 3–4 ore EV o IM. Se non è possibile titolare, iniziare alla dose IM più alta dell’intervallo (vedi Tab. 3.2) e richiedere consulenza medica.
Analgesico oppioide principale per dolore intenso.
| Via | Insorgenza | Durata | Note |
|---|---|---|---|
| Orale | ≈ 1 h | ≈ 4 h | 20 mg per os ≈ 10 mg IM; preferita se assunzione orale possibile |
| Endovenosa | Immediata | 2–3 h | Titolazione rapida |
| Intramuscolare | 10–15 min | 2–3 h | Uso più comune |
| Sottocutanea | 10–15 min | 2–3 h | Per uso continuativo non urgente |
| Età (anni) | Dose (mg) | Frequenza |
|---|---|---|
| < 16 | 0,05–0,1 mg/kg | Ogni 4 h |
| 16–39 | 7,5–12,5 | Ogni 2 h |
| 40–59 | 5–10 | Ogni 2 h |
| 60–69 | 2,5–7,5 | Ogni 2 h |
| > 69 | 2,5–5 | Ogni 2–3 h |
Pazienti di corporatura media: iniziare con il limite inferiore; di grande corporatura o tolleranti: con il superiore.
Titolazione endovenosaSomministrare 5 mg EV, aggiungendo 5 mg ogni 10 min fino a controllo del dolore. Somministrare poi la dose totale ogni 3–4 h per via EV o IM.
Valutazione dell’efficacia (sedazione)| Punteggio | Descrizione | Azione |
|---|---|---|
| 0 | Vigile | – |
| S | Sonno fisiologico | – |
| 1 | Sonnolenza occasionale, facile da svegliare | Obiettivo ideale |
| 2 | Sonnolenza costante (ma risvegliabile) | Ridurre dose del 25 % |
| 3 | Sedazione profonda, difficile da risvegliare | Sospendere dose successiva, poi –50 % |
| Rinvio | Descrizione o contenuto |
|---|---|
| Fig. 3.1 | Scala FACES per valutazione del dolore nei bambini |
| Tab. 3.1 | Caratteristiche dei diversi tipi di dolore |
| Tab. 3.2 | Dosi iniziali di morfina SC/IM |
| Tab. 3.3 | Scala di sedazione per morfina |
| Cap. 2 | Shock |
| Cap. 6 | Lesioni osse, articolari e muscolari |
| Cap. 16 | Malattie gastrointestinali ed epatiche |
| Cap. 22 | Tabacco, alcol e uso di droghe |
| Cap. 33 | Deposito farmaceutico della nave |