Capitolo 3 – Gestione del dolore

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Introduzione

Il dolore è il risultato del modo in cui il cervello – e, di conseguenza, la mente o la coscienza – interpreta le informazioni su una sensazione proveniente dal corpo. Gli stimoli viaggiano attraverso le vie nervose del dolore fino al sistema nervoso centrale. La sensibilità e la percezione possono essere modificate da fattori psicologici e biologici: stress, ansia, infiammazione o stimolazione prolungata che può generare dolore da accumulo (wind‑up pain), ovvero dolore che amplifica sé stesso.


Tipologie di dolore

Si distinguono due categorie principali:

Dolore nocicettivo

Il dolore nocicettivo si suddivide in tre sottotipi: superficiale, profondo e viscerale.

Tabella 3.1 – Caratteristiche dei diversi tipi di dolore
Tipo di dolore Origine Descrizione Localizzazione Effetto del movimento Dolorabilità Sintomi associati
Nocicettivo superficiale Cute, mucose (bocca, ano, uretra) Acuto, urente, pungente Ben definita, non si irradia Nessun effetto Marcata Assenti
Nocicettivo profondo Ossa, articolazioni, muscoli, legamenti, sierose (pleura, peritoneo) Sordo, pulsante Definita ma irradiabile Aggravato dal movimento Marcata Talora nausea
Nocicettivo viscerale Organi pieni o cavi Crampiforme, diffuso Poco definita, spesso irradiata Può alleviarsi con posture Assente o minima Nausea, sudorazione
Neuropatico Vie del dolore Bruciante, trafittivo, tipo «spilli» Limitata, non sempre irradiata Indifferente Assente Iperalgesia a stimoli normali

Valutazione della gravità del dolore

Le differenze culturali e individuali non devono influire sulla valutazione: si considera sempre il dolore riferito dal paziente. Quando esistono più sedi dolorose, registrarle su un diagramma corporeo. Specificare se la valutazione si riferisce al dolore attuale, massimo o medio. Rilevare anche se il dolore è sopportabile o angosciante. Il dolore neuropatico è spesso difficile da descrivere. Nei bambini o nei pazienti di lingua straniera utilizzare la scala FACES (Fig. 3.1).

Fig. 3.1 – Scala del dolore FACES (da Hockenberry MJ et al., Wong’s Essentials of Pediatric Nursing, 7ª ed., Mosby 2005: 1259)
Scala FACES per valutazione del dolore nei bambini

Gestione generale

Elaborare un piano personalizzato di trattamento che comprenda terapie farmacologiche e non:

Somministrare analgesici «a orario» evitando che il dolore si riacutizzi prima della dose successiva.


Scelta dell’analgesico

Gli analgesici disponibili a bordo, in ordine di potenza crescente, sono: Aspirina®, Paracetamolo, Ibuprofene, Tramadolo, Morfina.

La scelta dipende da:

Analgesia efficace: riduzione minima di due livelli nella scala del dolore riferita.


Analgesia in situazioni specifiche

Bambini

Applicare gli stessi principi degli adulti. Il dolore pediatrico è spesso sottovalutato. Somministrare morfina se indicata per la stessa condizione in un adulto. Dosi calcolate sul peso (vedi Tab. 3.2). Non usare Aspirina® sotto i 18 anni.

Donne in gravidanza

La morfina può essere somministrata; tuttavia, se vicino al parto, esiste rischio di depressione respiratoria neonatale. Trattamento del neonato: naloxone 0,01 mg/kg S.C. (preparazione: 0,4 mg = 1 ml → aggiungere 3 ml acqua; 1 ml = 0,1 mg; dose ≈ 0,3 ml).

Tramadolo: controindicato in gravidanza. Ibuprofene: ammesso solo per uso breve od occasionale, anche durante l’allattamento.

Pazienti dipendenti da oppioidi

Questi pazienti possono necessitare di dosi molto alte per tolleranza. Non iniziare con alte dosi: usare la titolazione endovenosa (5 mg EV + incrementi da 5 mg ogni 10 min). Dopo aver raggiunto il controllo del dolore, la stessa dose totale può essere somministrata ogni 3–4 ore EV o IM. Se non è possibile titolare, iniziare alla dose IM più alta dell’intervallo (vedi Tab. 3.2) e richiedere consulenza medica.


Errori da evitare

  1. Non ritardare la somministrazione di analgesici mentre si formula la diagnosi.
  2. Non iniziare con analgesici deboli in dolore grave.
  3. Somministrare dosi piene; se inefficaci dopo due dosi passare a Tramadolo o Morfina.
  4. Non ridurre la dose raccomandata salvo eccessiva sedazione.
  5. Non prolungare gli intervalli tra le dosi.
  6. Non attendere che il dolore torni severo prima di ridare l’analgesico.

Uso dei singoli analgesici

Paracetamolo

  • Prima scelta per dolore lieve e febbre.
  • Dose: 500 mg × 2 ogni 6 h, max 4 g/die.
  • Agisce entro 20 minuti.
  • Sovradosaggio (≥10–15 g) → danno epatico fatale.

Acido acetilsalicilico (Aspirina®)

  • Dolore lieve‑moderato (cefalea, mialgie, dismenorrea).
  • Dose: 600–1000 mg ogni 4 h.
  • Effetti collaterali: gastrite, reazioni cutanee, aumento tempo di sanguinamento.
  • Evitare in ulcera, diatesi emorragica e <18 anni.

Ibuprofene

  • FANS ben tollerato; riduce dolore e infiammazione.
  • Indicazioni: dolore muscoloscheletrico.
  • Dose: 800 mg 3–4 volte/die, max 3,2 g/die.
  • Effetto: 30–40 min dopo assunzione.
  • Effetti avversi: nausea, vomito, edema, nefrotossicità, allergie.
  • Controindicato in ulcera o nefropatia grave.

Tramadolo

  • Analgesico oppioide a basso potenziale d’abuso.
  • Usato nel dolore moderato; non indicato per dolore grave.
  • Dose: 100 mg ogni 8 h, max 400 mg/die.
  • Effetti: sonnolenza, miosi, depressione respiratoria, disturbi mentali lievi, minore stipsi.
  • Overdose → pericolosa depressione respiratoria; antagonismo con naloxone possibile ma può indurre convulsioni.
  • Controindicato in epilessia e uso di antidepressivi.

Morfina (fiale)

Analgesico oppioide principale per dolore intenso.

  • Controindicata in: coma (non oncologico), epatopatia o BPCO grave, epilessia, trauma cranico, intossicazione alcolica, asma, shock (Cap. 2).
  • Potenziata dai FANS come ibuprofene, non nei dolori viscerali.
  • Dolore grave a bordo → trattamento continuato 12–24 h con dosi ripetute.
  • Più efficace somministrando piccole dosi frequenti piuttosto che grandi sporadiche.
  • Tutti i sali (solfato, tartrato, cloridrato) hanno dose equivalente.
Vie di somministrazione, insorgenza ed effetto
ViaInsorgenzaDurataNote
Orale≈ 1 h≈ 4 h20 mg per os ≈ 10 mg IM; preferita se assunzione orale possibile
EndovenosaImmediata2–3 hTitolazione rapida
Intramuscolare10–15 min2–3 hUso più comune
Sottocutanea10–15 min2–3 hPer uso continuativo non urgente
Tabella 3.2 – Dosi iniziali di morfina (SC/IM)
Età (anni)Dose (mg)Frequenza
< 160,05–0,1 mg/kgOgni 4 h
16–397,5–12,5Ogni 2 h
40–595–10Ogni 2 h
60–692,5–7,5Ogni 2 h
> 692,5–5Ogni 2–3 h

Pazienti di corporatura media: iniziare con il limite inferiore; di grande corporatura o tolleranti: con il superiore.

Titolazione endovenosa

Somministrare 5 mg EV, aggiungendo 5 mg ogni 10 min fino a controllo del dolore. Somministrare poi la dose totale ogni 3–4 h per via EV o IM.

Valutazione dell’efficacia (sedazione)
Tabella 3.3 – Scala di sedazione (ad es. Australian Medicines Handbook, 2006)
PunteggioDescrizioneAzione
0Vigile–
SSonno fisiologico–
1Sonnolenza occasionale, facile da svegliareObiettivo ideale
2Sonnolenza costante (ma risvegliabile)Ridurre dose del 25 %
3Sedazione profonda, difficile da risvegliareSospendere dose successiva, poi –50 %
Effetti indesiderati
  • Depressione respiratoria – il più pericoloso; correlato al grado di sedazione, non alla frequenza respiratoria.
  • Stipsi – inevitabile con uso prolungato; consigliare liquidi e fibre; aggiungere lassativo / ammorbidente.
  • Vomito – comune alla prima dose; trattare se necessario con ondansetron 4 mg per os una tantum.

Appendice – Tabelle e rinvii incrociati

RinvioDescrizione o contenuto
Fig. 3.1Scala FACES per valutazione del dolore nei bambini
Tab. 3.1Caratteristiche dei diversi tipi di dolore
Tab. 3.2Dosi iniziali di morfina SC/IM
Tab. 3.3Scala di sedazione per morfina
Cap. 2Shock
Cap. 6Lesioni osse, articolari e muscolari
Cap. 16Malattie gastrointestinali ed epatiche
Cap. 22Tabacco, alcol e uso di droghe
Cap. 33Deposito farmaceutico della nave

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