Nota anatomica
Il cervello è circondato e protetto da tre strati fibrosi (meningi):
- la dura madre, strato fibroso resistente che forma il rivestimento interno del cranio;
- l’aracnoide, membrana più sottile;
- la pia madre, sottile membrana aderente direttamente al cervello.
Tra aracnoide e pia madre si trova il liquido subaracnoideo (liquido cerebrospinale), che ammortizza i movimenti del cervello.
Nota generale sulle lesioni craniche
- Un colpo su un lato della testa fa muovere il cervello, che urta prima la parete interna del cranio dallo stesso lato e poi quella opposta: un singolo impatto può quindi provocare danni in più aree cerebrali.
- Movimenti differenziali tra regioni cerebrali (soprattutto tra porzioni superiori più mobili e inferiori più fisse) generano uno stress di taglio sulle fibre nervose.
- Una frattura cranica può lacerare i vasi che corrono fra dura madre e cranio, causando un ematoma epidurale che richiede spesso intervento chirurgico urgente.
- Altre volte si lacerano le vene a ponte tra superficie cerebrale e dura madre, con formazione di ematoma sottodurale, spesso associato a grave danno cerebrale.
- Aumento del volume cerebrale per edema o emorragia intracranica ↑ pressione intracranica:
- se la pressione supera la soglia critica, il cervello viene spinto verso il basso nel forame magno, comprimendo il tronco encefalico → possibile arresto respiratorio e morte;
- la risposta fisiologica è l’aumento della pressione arteriosa e bradicardia: segno terminale.
- Se in un trauma cranico si osserva ipotensione, la perdita ematica è da ricercarsi altrove (più spesso nell’addome).
Tipi principali di lesione cranica
Lesione cranica chiusa
Si verifica per colpo con oggetto contundente o impatto contro superficie rigida. Può produrre danni cerebrali anche senza frattura ossea.
Lesione cranica penetrante
Determinata dalla penetrazione di oggetti nel cranio (es. proiettili). Generalmente molto grave e riconoscibile immediatamente.
Fratture del cranio
Due tipi principali:
- Fratture lineari: soluzione di continuità sottile, senza depressione ossea. Indicano trauma violento, ma non necessariamente grave lesione cerebrale. Causano tumefazione “molle” diffusa (diversa dal classico “bozzo a uovo”). Maggiore l’area di gonfiore ⇒ maggiore probabilità di frattura.
- Fratture depresse: porzione di cranio infossata verso il cervello, in genere dovuta a impatto con oggetto piccolo (martello, etc.). Spesso associate a lesione cerebrale e talvolta composte (comunicanti con l'ambiente esterno).
Una frattura può essere:
- Semplice: osso rotto ma cute integra.
- Composta: comunicazione con l’esterno (tramite ferita del cuoio capelluto, orecchio o seni paranasali).
Lesione traumatica cerebrale (danno cerebrale)
Segni e sintomi
- Perdita o compromissione della coscienza;
- Confusione mentale;
- Amnesia retrograda (prima del trauma) o anterograda (dopo il trauma); la durata di entrambe è proporzionale alla gravità del danno.
Nota: la presenza di uno di questi sintomi in qualsiasi momento dopo il trauma indica danno cerebrale. Il deterioramento progressivo dopo alcune ore suggerisce edema o emorragia intracranica.
Gestione e intervento
- Cade da oltre 4 m → sospetta sempre traumi multipli. Caduta sulla testa da oltre 1 m o più di quattro gradini → alta probabilità di lesione cerebrale.
- Controlla il rachide cervicale e la presenza di ferite (vedi cap. 6; vedi cap. 8).
- Paziente incosciente: posizione di coma/recupero salvo sospetto di trauma spinale.
- Valuta la Scala del Coma di Glasgow (GCS) (vedi Tab. 26.3, cap. 26).
GCS < 13 (a 30 min):
- Avvia evacuazione urgente;
- Nulla per bocca;
- No morfina salvo dolore da altre sedi; riportare sempre dose, ora e via di somministrazione nella scheda clinica e sul corpo (avambraccio, torace o fronte).
GCS ≥ 13 → valuta comunque evacuazione se:
- Età > 65 anni;
- Caduta su testa > 1 m o giù > 4 scalini.
GCS ≥ 13 e nessun altro trauma:
- Riposo a letto, solo piccoli sorsi d’acqua;
- Rivalutare ogni 2 ore (GCS, amnesia retro/anterograda con domande mirate).
Evacuazione immediata se (2 h post‑trauma):
- GCS < 15;
- Vomito > 1 episodio;
- Convulsione;
- Amnesia retrograda > 30 min prima del trauma.
GCS = 15 e nessun segno d’allarme:
- Osservazione 24 h con controlli ogni 2–3 h; risvegliare se necessario.
- Chiamare assistenza immediata se compaiono: inattività all’arousal, cefalea intensa, confusione, instabilità posturale, crisi epilettica, incontinenza o deficit motori.
Sindrome post‑commozionale
Comune dopo traumi cranici lievi, prevalente nelle donne e negli anziani. Esordisce durante la ripresa, raggiunge il picco entro 1–2 settimane e regredisce in circa un mese (raro persistere per mesi o anni).
Segni e sintomi
- Cefalea tipo tensiva (vedi cap. 13);
- Capogiri;
- Cambiamenti di personalità (irritabilità, intolleranza al rumore, rabbia incontrollata, sospettosità);
- Disturbi di memoria e concentrazione;
- Insonnia.
Gestione
- Adattare i compiti lavorativi alla capacità residua del paziente;
- Trattare la cefalea secondo le indicazioni (cap. 13);
- Evitare abuso di analgesici (Aspirina® o paracetamolo ≤ 3 giorni/settimana);
- Se i sintomi persistono, consultare un medico.
Appendice – Tabella dei riferimenti incrociati
| Riferimento | Descrizione |
|---|---|
| Cap. 6 | Lesioni di ossa, articolazioni e muscoli |
| Cap. 8 | Ferite |
| Cap. 26, Tab. 26.3 | Scala del coma di Glasgow (GCS) |
| Cap. 13 | Paralisi, comportamento strano, incoscienza |